Novembre nelle colline di Senigallia: è tempo di olio nuovo

Le giornate si accorciano, i colori diventano più intensi e tra le colline dell’entroterra arriva uno dei momenti più importanti dell’anno agricolo: la raccolta delle olive e la produzione dell’olio nuovo.
Per chi soggiorna da queste parti è anche un’occasione per scoprire un volto diverso delle Marche, lontano dall’immagine più conosciuta della costa. Bastano pochi chilometri da Senigallia per ritrovarsi tra strade di campagna, oliveti, vigneti e piccoli borghi affacciati sulle colline.
Novembre, il mese della raccolta delle olive
Nelle Marche l’olivo fa parte del paesaggio da secoli e continua ancora oggi a caratterizzare moltissime aree rurali della regione. La produzione dell’olio coinvolge numerose varietà locali e rappresenta una tradizione fortemente legata alla vita agricola del territorio.
È soprattutto tra l’autunno e l’inizio dell’inverno che questo legame diventa più evidente.
Negli oliveti si raccolgono i frutti, spesso utilizzando reti stese sotto gli alberi, mentre nei frantoi comincia la lavorazione. Per l’olio extravergine di oliva Marche IGP, ad esempio, il disciplinare prevede che le olive vengano raccolte direttamente dalla pianta e lavorate rapidamente dopo la raccolta, proprio per preservarne al meglio le caratteristiche.
È il momento in cui arriva sulle tavole l’olio nuovo, riconoscibile per il profumo intenso e per quel gusto deciso che trova probabilmente la sua espressione più semplice su una fetta di pane.
Un paesaggio da attraversare con calma
Per scoprire questo lato del territorio non serve necessariamente avere una destinazione precisa.
Una delle cose più piacevoli da fare in questo periodo è semplicemente partire da Senigallia e inoltrarsi verso l’entroterra, scegliendo le strade secondarie che attraversano le colline.
Ostra, Belvedere Ostrense e Morro d’Alba possono diventare alcune delle tappe di un itinerario tra borghi e campagna, ma il bello è anche ciò che si trova tra una località e l’altra: filari, ulivi, case rurali, campi appena lavorati e panorami che nelle giornate limpide si aprono per chilometri.
A novembre il paesaggio è molto diverso da quello estivo. I colori sono più morbidi, le strade meno frequentate e la campagna torna a essere protagonista.
Ed è proprio questo uno dei periodi migliori per accorgersi di quanto Senigallia e il suo entroterra siano due facce dello stesso territorio.
Dai vigneti di Morro d’Alba agli uliveti dell’entroterra
Se si decide di spingersi verso Morro d’Alba, il paesaggio racconta perfettamente questa vocazione agricola.
Qui la campagna è conosciuta soprattutto per i vigneti della Lacrima di Morro d’Alba, ma tra una collina e l’altra non mancano oliveti e piccole aziende agricole. Proseguendo verso Ostra e Belvedere Ostrense, il panorama continua ad alternare coltivazioni, boschi, campi e borghi arroccati.
Più che una strada precisa da seguire, vale la pena considerarlo un piccolo viaggio senza fretta: fermarsi in un borgo, scegliere una trattoria dell’entroterra, cercare i prodotti locali e magari acquistare una bottiglia di olio appena prodotto.
In fondo, è anche attraverso questi piccoli gesti che si conosce davvero un territorio.
Assaggiare l’olio nuovo
Chi non lo ha mai provato appena prodotto potrebbe sorprendersi. L’olio nuovo può avere profumi vegetali molto evidenti e sensazioni amare o leggermente piccanti, caratteristiche che possono cambiare in base alle cultivar, al momento della raccolta e alla lavorazione.
Nelle Marche la cultura dell’olio è particolarmente articolata: tra le varietà che concorrono alla produzione dell’Olio Marche IGP figurano, tra le altre, Raggia o Raggiola, Mignola, Leccino e Frantoio.
Il modo più semplice per provarlo rimane anche uno dei migliori: pane e olio, senza bisogno di molto altro.
E se durante una passeggiata nell’entroterra capita di trovare un produttore o un frantoio aperto alle visite, novembre è certamente il momento giusto per fermarsi e scoprire più da vicino come nasce uno dei prodotti simbolo della cucina mediterranea.
La campagna non è soltanto lo sfondo del soggiorno, ma può diventare il punto di partenza per conoscere quella parte delle Marche fatta di piccoli centri, tradizioni agricole e strade che attraversano le colline.
Basta uscire, guardarsi intorno e scegliere una direzione. Da una parte c’è Senigallia e il mare. Dall’altra comincia l’entroterra, con i suoi borghi, gli uliveti e un territorio che in questo periodo dell’anno racconta una storia completamente diversa da quella dell’estate.